Ai vecchi giorni il vento riporti solo un garbuglio di capelli. ...
Per l’allegria il pianeta nostro è poco attrezzato. Bisogna strappare la gioia ai giorni futuri. In questa vita non è difficile morire. Vivere è di gran lunga più difficile. VladimirVladimirovičMajakovskij
Spazio spazio io voglio, tanto spazio per dolcissima muovermi ferita; voglio spazio per cantare crescere errare e saltare il fosso della divina sapienza. Spazio datemi spazio ch'io lanci un urlo inumano, quell'urlo di silenzio negli anni che ho toccato con mano.
Tutti gli uomini della tua vita in un’unica puntata
di volti, odori, stronzate già sentite, bugie miscredute,
se soffi via la polvere e' un lento scorrere di sguardi, di ricordi,
di cose capite troppo tardi,
di sottotitoli per "nontroppobrillanti"
di magici istanti dilaniati dalle esplosioni delle suonerie personalizzate che annunciavano indiscrete lieti eventi altrui...
Tutti gli uomini della tua vita
uomini in esclusiva, uomini solo in prova,
uomini raccattati nel pattume,
uomini coperti di piume, di insulti, dimentichi i volti, i ricordi,
brividi nella spina dorsale,
chi ti ha fatto male,
chi ti ha resa felice,
chi "nonsidice" per pudore, per amore, proprio o improprio che sia,
uomini scappati via,
uomini lasciati fuori dalla porta a marcire,
uomini da due lire...
E’ un lento scorrere, se soffi via la polvere.
Per questo resti da sola, ma lo sai che prima o poi ci cascherai ancora
Come un idiota ti innamorerai di un altro idiota ancora
Lo sai, lo rifarai.
Sarà la primavera, sarà che gli idioti sbocciano come fiori sugli alberi….
E balli da sola, con mille occhi su di te e lasci senza parola ogni idiota che ti vede sorridere.
Ma quando scende la sera, lo sai lo sai lo sai che quel sorriso non dura
E' semplice, è chiaro,
comprensibile a tutti:
tu non m'ami affatto,
mai amerai.
A che dunque trascinarmi
dietro un estraneo,
a che dunque ogni sera
per te pregare?
A che, abbandonando l'amato
e il ricciuto pargoletto,
la casa abbandonando
e il paese natio,
come accattona vo raminga
in una capitale d'altra terra?
Sono romantica, lo sono sempre di nascosto e talvolta lo sono pubblicamente...
Che salpino le navi,
si levino le ancore e si gonfino le vele,
verranno giorni limpidi e dobbiamo approfittare
di questi venti gelidi
del Greco e del Maestrale, lasciamo che ci spingano al di là di questo mare, non c\'è più niente per cui piangere o tornare.
Si perdano i rumori e presto si allontanino i ricordi e questi odori,
verranno giorni vergini e comunque giorni nuovi,
ci inventeremo regole, ci sceglieremo i nomi
e certo ci ritroveremo
a fare vecchi errori,
ma solo per scoprire di essere migliori.
Mentre tu,
intanto nel tempo che resta,
sei qui accanto e già molto diversa
e bellissima,
sei bellissima.
Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d'estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.
Lo so che i preti si masturbano di notte,
Che i gatti fottono,
E le ragazze non sono marmotte,
E tuttavia
Che cosa posso fare
Per aggiustare le cose se son rotte?
C'è nelle cose umane una marea che colta al flusso mena alla fortuna: perduta, l'intero viaggio della nostra vita si arena su fondali di miserie.
Ora noi navighiamo in un mare aperto. Dobbiamo dunque prendere la corrente finché è a favore, oppure fallire l'impresa avanti a noi.
In questa notte d'autunno
sono pieno delle tue parole
perole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.
Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c'è da rimanerci secchi.
Potresti passare una vita a provarci: ma non saresti capace di avere quella leggerezza che hanno loro, alle volte.
Sono leggere dentro.
Dentro.
Apriamo le porte
chiudiamo le porte
passiamo le porte
e alla mèta dell'unico viaggio
né città
né porto.
Il treno deraglia
la nave naufraga
l'aereo s'abbatte
un biglietto è stampato sul ghiaccio.
Se potessi
ricominciare o no questo viaggio
ricomincerei.
Crepuscolo marino,
in mezzo
alla mia vita,
le onde come uve,
solitudine del cielo,
mi colmi
e mi trabocchi,
tutto il mare,
tutto il cielo,
movimento
e spazio,
i battaglioni bianchi
della schiuma,
la terra color arancia,
la cintura
incendiata
dal sole in agonia,
tanti
doni e doni,
uccelli
che vanno verso i loro sogni,
e il mare, il mare,
aroma sospeso,
coro di sale sonoro,
e nel frattempo,
noi,
gli uomini,
vicino all’acqua,
che lottiamo
e speriamo
vicino al mare,
speriamo.
Le onde dicono alla costa salda:
“Tutto sarà compiuto”.
Ho avuto tanti coltelli bloccati dentro di me, quando mi danno in mano un fiore,
non riesco a capire di cosa si tratta. Ci vuole tempo. (C. Bukowski)
E talvolta il tempo non basta E talvolta continui ad amare il coltello E talvolta per paura non ti lasci andare E così il fiore ti guarda, ti aspetta ma poi appassisce E così quel fiore lo butti via senza goderne