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domenica 2 febbraio 2014

Poi viene la notte / 19

Poi viene la notte in cui tutto ti aspetti tranne che una telefonata.
E invece qualcuno si ricorda di te. Chiama e ti chiede che fine hai fatto. Dice che desidera farti sapere che ti pensa.

L'uomo, con il suo fare pacato, ti chiede se balli ancora il tango. 
Ma in realtà non è una domanda. E infatti senza darti possibilità di rispondere ti dice: "Mi querida amica. Non smettere. La tua passione sta lì ed è tanta vita. Tu hai bisogno di vivere, adesso più che mai. Coraje mi tanguera. Pasìon y coraje!"
Poi canticchia l'attacco di uno dei suoi tanghi più amati. E aggiunge... "¿recuerdas?"

Si. Ricordo. 
Tornerò a mettere il vestito rosso e ballerò. Promesso.


martedì 26 novembre 2013

Poi viene la notte / 18

Poi viene la notte che hai voglia di novità.
Ti suona nuova anche la parola novità. Te l'hanno spiegata in maniera nuova. Devi assolutamente capire cosa è nuovo e cos'è il nuovo.

Si novità. Hai voglia di novità.
Perché non sei vecchia.

lunedì 30 settembre 2013

Poi viene la notte / 17

Poi viene la notte che non hai concluso gran che. E ti sfoghi con parole a vanvera.

Non c'è posto stasera per i pensieri buoni. Quelli belli. Sono tutti occupati o dormono o si sono trasferiti in un'altra galassia.
Ci siete tu la tua pressione bassa e il torcicollo... Come si fa a trovare l'energia per alzarsi e uscire?
Non sei triste; sei scoraggiata.
Come in un film vedi scorrerti davanti agli occhi i guai, il tempo, le cose semplici che vuoi fare e che ti sono negate.
E quando arriva la riflessione su passato cambi canale. Stasera no, sarebbe troppo.

Pensiamo al futuro: di progetti ne hai tanti, perdinci! Intanto però, lotti con l'ultima mail della giornata. Inutile anche questa, perché verrà cestinata prima di essere letta.

Guardi le carte, i fogli scritti, la musica consumata e pensi.
Pensi che sei stanca di dover dimostrare all'universo che non sei sbagliata tu. 
Pensi che sei stanca di chi trincia giudizi e non tende mai la mano.
Sei stanca dei trentenni che si annoiano e dei cinquantenni che ti cancellano da Facebook, come se il mondo fosse fatto solo di noia e virtualità.
Tu, la vita vera, la vedi in un altro modo, ma qui adesso non c'è nessuno che ha i tuoi occhi. Non c'è nessuno "sbagliato" come te.
Almeno oggi, in questo primo giorno d'inverno. 
Nessuno: non c'era nessuno eppure di gente c'è n'è stata tanta. Ma dovevano correre dietro al temporale. Nessuno poteva curarsi o -meglio- prendersi cura di te.

Ecco, nelle giornate come queste, fatte di una solitudine affollata da stranieri, pensi che per quanti sforzi tu faccia non cambia: non cambia adesso, non cambia tra un po', non cambierà mai.

Poi alle 2 di notte, ti arriva un messaggino.
"Tu fai tutto per forza - ti scrive un'anima affine - usa solo l'energia. Qualche dritta l'hai imbroccata ma secondo me non te ne sei ancora accorta".

Forse ha ragione. Di sicuro se l'ho imbroccata qualcuna, non me ne sono accorta. Ne penso troppe. E invece sarebbe meglio pensare poco e sempre positivo.
E poi le cose si fanno anche per forza, ma soprattutto per amore. 
E io ce ne metto di amore. Avoja! Talvolta però parlo una lingua che non è comprensibile.
Fanculo anche alla laurea in lettere e cartoline!
Lo troverò un mondo che mi somiglia?

Intanto pensiamo al futuro e pensiamo positivo: oggi andrà meglio.


martedì 24 settembre 2013

Poi viene la notte / 16

Poi viene la notte che d'improvviso un sacco di persone devono rimangiarsi parole dette a vuoto.
Parole che hanno fatto molto male e che hanno lasciato il segno e che adesso come boomerang di assoluta precisione tornano indietro a colpire cuore e testa.

È una notte in cui ti guardi intorno e vedi tristezza, solitudine, malinconia.
Teste abbassate e molta boria riposta nel cassetto.
C'è chi non ha neppure il coraggio di salutare...

Potresti provare soddisfazione.
Invece no. Non provi nulla. Hai la tua solitudine e la tua malinconia con cui fare i conti.
Certo...Potresti dire: "beh, dopo essersi comportati da padroni del mondo e della vita altrui adesso come ci si sente ad essere messi così in basso?"
Ma non ti interessano "rivendicazioni" e neppure piccole giustificabili e giustificate "vendette".
La rabbia non porta mai niente di buono e per te è davvero acqua passata.

Una riflessione, però,  la fai.
Pensi che è bello dare quello che si può, per come si sa e si sente. Gratis.
Pensi che hai la coscienza a posto.
E non c'è niente di meglio che avere la coscienza a posto, la schiena dritta, lo sguardo fiero, fiero soprattutto di quello che sei.


martedì 6 agosto 2013

Poi viene la notte / 15

Poi viene la notte che senti un dolore fisico nuovo. E ogni volta che respiri arriva una fitta; tu pazienti perché ti immagini sia una cosa da nulla, di quelle che passano da sole.
Fa caldo, girano virus strani, sarà una roba di stagione.
Allora fai di tutto per pensare ad altro e dai filmetti d'amore ai dibattiti tristi su questa Italia che sta toccando il fondo, cambi canale alla ricerca di qualcosa di interessante fino a consumare il telecomando.
Niente.

Un gruppetto di ragazzi belli sazi di pane e - soprattutto - di vino sostano nei tavolini sotto casa tua e discutono animatamente.
Provi a seguire i loro discorsi. Ma forse il vino è stato un pochino troppo e capisci che ormai è impossibile entrare in merito a quel che dicono.

E poi dal divano alla finestra, dalla finestra alla sedia, dalla sedia alla poltrona, ogni movimento che fai rinnova il dolore.
Ti concentri sul respiro perché dicono aiuti. Invece scopri che in questo caso respirare come si deve fa malissimo.
Ti stendi, ti siedi, ti rannicchi. 
Passerà.

Ti viene in mente che questo dolorino (che proprio non aspettavi e che certo non desideravi) è una bella metafora di certe tue giornate.

Oggi ad esempio ha un nome e un volto.
È qualcuno, qualcosa che non riesce a starti lontano, ma non sa starti vicino. E già questo non sapere bene che cosa sia, fa male.
Ci vorrebbero parole. O forse no.
Passerà.

Tutto passa.
Anche questa notte con i suoi dolorini di varia natura.

mercoledì 29 maggio 2013

Poi viene la notte / 14

Poi viene la notte che te ne stai a casa.
Dopo tanto.
Stanca morta.

Pensi a quante grandi cose sono accadute in poco tempo. 
Un tempo piccolo ma di grande respiro.
Pensi alle persone che hai incontrato. Tante facce nuove, belle, con un entusiasmo contagioso.
Pensi alla vita scambiata, a come è fluita in modo naturale e inevitabile. 
Pensi che sei fortunata.

Perché quando la tua strada si intreccia con altri percorsi, e quando c'è voglia di fare, parlare, confrontarsi, costruire, è tanta la ricchezza che ti investe. 
Ed è un bell'andare.



domenica 12 maggio 2013

Poi viene la notte / 13

Poi viene la notte in cui accade un fatto inconsueto.

In un locale di una grande città, senza saperlo, due persone che non si conoscevano, sedevano a due tavoli non troppo distanti. Provenivano da due mondi diversi e da due città lontanissime. 
Erano lì per puro caso. Ciascuno a godersi la propria serata.

Nessuno di loro due lo avrebbe mai saputo. Ma una cosa in comune l'avevano.

Entrambi avevano dedicato pensieri, tempo, affetto alla stessa persona. 
Entrambi quella persona l'avevano cancellata.
Ma quella sera, quella persona era lì. 
E osservava ogni loro gesto, riconosceva le loro parole i loro sguardi, sapeva come si sentivano.
E mentre guardava, di nuovo si sorprendeva a scoprire di quanta fantasia abbia la vita.
Molta più fantasia di noi.


mercoledì 1 maggio 2013

Poi viene la notte / 12

Poi viene la notte della malinconia dolce.
Pensi che sei tante cose, tutte dentro una persona. Pensi che sei stanchissima ma ancora smaniosa di fare. Pensi che ti mancano voci e volti, volti e voci. Pensi che alcuni non ti hanno proprio meritata, altri non ti hanno capita, altri non li hai meritati o capiti tu. Pensi che hai poco fiato e tanta strada da fare. Pensi che questo è un momento cruciale della tua vita, perché  ogni momento è cruciale e spesso  non ce ne ricordiamo.
Allora prendi appunti, segni le cose, consumi la stilografica.
Inizi un taccuino via l'altro e non finisci nulla, però provi a tenere tutti i fili tra le mani. 
Fili che si dipanano, fili che si intrigano, fili che ti portano come quello di Arianna a soluzioni inattese. Fili che ti portano indietro e che vanno tagliati.
E ti pare di esser una bambina con le mani piene di fili che trattengono palloncini pronti a volare via. 
Ogni palloncino un colore, un significato, un sapore, un bacio, un dolore, una lacrima, un sorriso.
Tutto da trattenere ma al contempo tutto da lasciar andare via. 
E poi? 
Poi seguire la scia. Incantata e stupita come a guardare bolle di sapone volare.
E lasciarsi portare con fiducia e incoscienza.
Ci vuole coraggio ad assaporare la dolcezza di questa malinconia.
E lasciarsi andare con fiducia e incoscienza. 
Tutti questi fili, tutti questi taccuini, tutti questi momenti cruciali. 
Appuntamenti con il caso.  
E abbandonarsi con fiducia e incoscienza.

sabato 13 aprile 2013

Poi viene la notte / 11

Poi viene la notte che la notte è dappertutto.
La trovi tra le foglie, la trovi dentro i pensieri, la trovi nel vento che porta la primavera.

Poi viene la notte che conosci. La notte che ti fa compagnia. 
La notte fatta di un silenzio che ti abbraccia.
Arrivano i ricordi e ti riportano voci e volti amati. Vita consumata, vita vissuta bene, vita bevuta.

Sei sola. E per una volta è meglio così.

lunedì 18 marzo 2013

Poi viene la notte / 10

Poi viene la notte. La notte che non ti riesce più di dormire. La notte che provi a rilassarti ma non ci riesci. I pensieri si accavallano ai ricordi e inseguono i progetti.
Com'è difficile talvolta restare qui e ora. Soprattutto quando il qui e ora è freddo, vuoto e fa male.
Perché viene la notte in cui la vita ti chiama e tu non hai voglia di rispondere. Preferisci restare sotto il plaid rosso ad aspettare.
E aspetti. Aspetti che passi e che intanto finisca almeno il fastidio.
Il fastidio di certe facce e parole che non riesci a dimenticare.
Il fastidio della lingua che indugia su quel dente che ha perduto un pezzettino di otturazione.
E intanto aspetti che smetta di piovere. 
Non ami il caldo ma almeno un po' di sole si, quello adesso ci vuole. Ad asciugarti le ossa e dare colore alle idee.
Nuove idee ci vogliono. 

E allora ti aggrappi alle parole che ti ha scritto una signora che potrebbe esserti madre, con la quale senti di avere un feeling naturale perché in comune avete il compleanno. 
Parole che fanno bene: "credi in te e credi nel futuro, i momenti sono proprio brutti, ma proprio perché lo sono avvisano già un cambiamento e un rinnovamento che ci toccherà tutti. Ancora un po' di tenacia e il domani è già lì". 

Il domani è davvero qui. 
Grazie, cara e dolce amica. 


lunedì 17 dicembre 2012

Poi viene la notte / 9


Poi viene la notte in cui ti avvolge la nebbia. Ti trovi sola e fai bilanci.
Anzi, no. I bilanci ti annoiano.
Ti trovi sola cerchi di capirla questa solitudine.
Scopri che ha due facce. 
Una disperata, fatta di delusioni, tradimenti, inganni, bugie, false promesse, gabbane rivoltate, false emancipazioni, falsi amici, manco un soldo e neppure più un'idea. Una solitudine triste, nera.
L'altra piena di silenzio, un silenzio che è simile alla pace. Una solitudine bianca,  che somiglia alla nebbia che ti avvolge e ti nasconde dai rumori mondo, che non ti permette di vedere né inutili luminarie festose né inutili vetrine piene di niente.
Una solitudine che rallenta ogni cosa.
Per un po' anche nello stomaco il cuore batte più lento.

E quando ricominci a sentire la prima voce che ti arriva dichiara:
"suvvia, la disgrazia ha qualità comiche che non bisogna disprezzare"

Ecco.

giovedì 9 agosto 2012

Poi viene la notte / 8

Poi viene la notte in cui ti trovi per puro caso a leggere una dietro l'altra frasi scritte a penna su un libro avuto in dono, lettere, mail, sms, anche bigliettini conservati per caso nel borsello.
Tutte parole diverse, pensate per te e donate a te da persone diverse. Parole belle.

Pensavi di avere a che fare con quel che si dice "metter in ordine". Invece ti trovi davanti a un bel po' di confusione. 

Di fatto è una confusione emotiva che, alla fine, ti dice una cosa sola. In quelle parole a cui tu hai creduto sinceramente e dove solo adesso scopri il dipanarsi di tante bugie, ritrovi il tuo amore disperso per mille e più rivoli. 
A tuo modo hai amato tutta quella gente, e qualcuno ti ha anche a suo modo corrisposto.
Fa solo male dover accettare che sono proprio le persone a cui hai dato il meglio di quello che avevi e anche di più, le prime nell'hit parade di quelle che ti hanno illusa, delusa e voltato le spalle senza manco avere il dubbio se fosse o meno il caso di salutare.
Già meglio sparire. Fa più "abracadabra".

Ho sempre pensato fosse inutile "distruggere" un oggetto che ti ricorda qualcosa o qualcuno. Tanto la memoria di un momento vissuto non la si cancella in nessun modo.
Però in questa notte, per la prima volta nella vita, la tentazione di riempire un bel sacco nero e affidarlo ai netturbini l'ho avuta.
Alla fine ho optato per chiudere tutto dentro ad una scatola e metterla in uno scaffale a prender polvere. Forse la polvere servirà da emostatico a tante piccole/grandi ferite. Sbiadirà i contorni, i segni, i volti, le voci, i sorrisi, i litigi. Giù tutto sotto la polvere.

Resta la lezione da imparare. Quella che non imparerò mai: la fiducia è una cosa seria... Lo sapeva anche il signor Galbani, io ancora no. Pensa te!

mercoledì 18 luglio 2012

Poi viene la notte / 7

Poi viene la notte in cui metti insieme i pezzi di un puzzle che avevi lasciato incompleto.
E alla fine il quadro si delinea.
Tessera dopo tessera questi moderni mosaici restituiscono immagini precise.
Certo, sono immagini segnate dalle rughe che servono da incastro ai pezzetti di cartone. Il disegno finale così e' preciso, ma "violato".
E vedi tutto.
E vedi i segni. E capisci che quei segni c'erano anche prima.
E capisci che erano proprio nel DNA, in qualche modo necessari.

E' stata un'altra giornata di caldo e di sete.
Di tante parole vuote come gallerie.
Di piccoli grandi dispiaceri.
Però a compensare il fastidio di chi all'improvviso, incontrandoti per strada, ha fatto finta di non vederti, ci sono state due neo mamme che ti hanno mostrato i loro meravigliosi tesori.
Due giovanottini che spalancavano gli occhi su tutta quella vita che passava e su tutto quel caldo pensando a chissà cosa, con un'espressione incerta tra il riso e il pianto.
Come li capisco! Ridere o piangere?

Due belle mamme giustamente orgogliose.
D'altra parte ciascuno mostra il meglio di quello che ha.
E in quei due passeggini, di bellezza ce n'era da restare senza fiato. Altro che girarsi altrove!
Poi è stato tempo pensare al domani di una bellezza un po' più grande. Una corsa in libreria, e ti sei ritrovata a sfogliare, piena di emozione, un'antologia fresca di stampa che parla solo di Iliade, Odissea e Eneide. Chissà se l'investimento fatto in quel libro sarà ripagato con altrettanta emozione.

Non so se stasera avrei preferito esser un giovanottino ancora senza denti a spasso con mamma nel passeggino o una ragazzina in procinto di affrontare il liceo, che volentieri mamma la lascia a casa.
Di certo non avrei mai voluto incarnare i panni scomodi e ridicoli di uno che non saluta per conto terzi, o meglio, per il puro rispetto del palio della "cupola" come diceva ieri l'amico Scansano.

Bah! Meglio giocare con i puzzle che ci restituiscono volti di cartone segnati da rughe artificiali.
Si. Meglio.
Spesso, i volti di cartone sorridono di sorrisi più sinceri e umani di quelli fatti di carne viva.
Non è bello, non è consolatorio ma è già qualcosa.

giovedì 5 luglio 2012

Poi viene la notte / 6

Poi viene la notte in cui ti senti sola. Triste. Delusa. In pace, pero'. Meglio sapere con chi si ha a che fare. Anche se lo hai sempre saputo e anche se quel che hai scelto non lo hai sbagliato. Non tu.

Ti guardi intorno e tra tutta quella gente non trovi neppure una persona. Hai dedicato le poche energie che avevi a chi? Mah, te lo chiedi. Forse prima o poi capirai.
Certo non lo capisci adesso.
Non sopporti chi non risponde al telefono. Non sopporti chi ti ha detto bugie. Non sopporti chi e' così nervoso che se la prende con te vomitando cazzate e veleno. Non sopporti di esser tu cosi nervoso da farti venire la tachicardia dopo aver dato più di quello che avevi.

La domanda e': ma chi te lo ha fatto fare?

E allora ti rifugi nel passato perché il tuo presente e' troppo caldo e adesso non hai voglia di aprire il ventaglio e sventolare.
Un passato anche recente, in cui persone ti hanno promesso lealtà e onesta' per poi tradirti in modo goffo e stupido. E l'hanno fatto dopo un'ultima cena come un giuda di plastica di fabbricazione cinese comprato con due euro al mercatone uno.
Ma si capisce, son tempi di crisi... Si risparmia anche su questo!
Che mestizia!
Certo, quando le cose non sono colorate di tinte pastello e' dura esser simpatici, ma tentare di render tutto più grigio o nero e' inutile e controproducente.
Soprattutto quando una parola in più può far del male a chi ha sopportato. E anche troppo.

Bah. Meglio guardare la pubblicità in tv. Sono bugie anche quelle, ma almeno hanno un fine... Vendere e non svendersi.

sabato 9 giugno 2012

Poi viene la notte / 5

Poi viene la notte in cui ti appare chiaro che certe tue porte sono proprio chiuse.
Chiuse perché hai buttato via la chiave. 
L'ha buttata via dopo averla offerta tante volte a chi non sapeva come usarla, cosa farne.
L'hai buttata via dopo l'ennesima stupida provocazione che ormai ti lascia indifferente..
E te lo dice una canzone...

E adesso quelli che verranno troveranno, casa, dolcezza, magari una torta e del caffè.
Anche a tarda notte.
Perché tu sei fatta così...
Avranno parole e compagnia, un corpo e un cervello, ci sarà tenerezza.
Perché a te piace così...
Ma raggiungere il cuore del tuo cuore sarà impervio.
Impossibile per chi quel cuore lo abitava senza saperlo, impervio per chi lo volesse conoscere giusto per vedere com'è fatto.
Tardi per tutti.
E' un giardino segreto; nessuno può più coglierne fiori a piacimento per poi regalarli al primo fantasma che passa per strada e nessuno può più pisciarci di nascosto dal mondo, al suo bisogno, come un ladro, quando si fa buio.

E' un giardino segreto. E sacro per di più.




domenica 3 giugno 2012

Poi viene la notte / 4

Poi viene la notte che hai lo smalto verde. Verde speranza, speravi. E invece e' verde delusione.
Di nuovo avevi capito male. E sempre accade che capisci male tu.
Probabilmente sarà così.
Forse sei stanca e nervosa e allora tutto sembra piu' pesante. E tu vorresti leggerezza.
E leggerezza sia.

Azione numero 1: fare almeno 5 passi indietro.
Dite, fate, parlate e sparlate. Vi benedico che manco al papa riuscirebbe tanto bene.
Ho provato a guardarla con gli occhi di tutti, ora se a qualcuno interessa, proverà a capire me.

Azione numero 2: fare ordine.
Intanto ho stirato. E c'è la luna quasi piena. Domani si buttata carta inutile, piena di parole inutili e se non piove si colorano le pareti e si vuota l'armadio.

Azione numero 3: revisione colonne sonore.
Per un po' certi cd vanno banditi. Turbano l'emotivita'. Ad esempio ora in TV c'è un film condito di musica brasiliana che non ti mette saudade, ma ti fa arrabbiare.
Ti ricorda di inutili azioni dedicate a inutili persone che si sentono semi divinità e in realtà son gente priva spina dorsale, invisibili, molto facilmente dimenticabili. E già di fatto dimenticate.
Siccome arriva il Boss, da domani soprattutto Boss, salvo eccezioni.

Azione numero 4: riposo dai salassi.
Toglierei dalle palle rami secchi, sanguisughe, ratti, serpenti e altre razze di parassiti viscidi e sordidi, soprattutto se vestiti da sera e con atteggiamento amichevole.

Azione numero 5: ballare.
Salvatore, 'ndo cazzo sei finito, che qui c'è da allenarsi!!!

Le favole son favole. La vita vera ha un altro odore

domenica 20 maggio 2012

Poi viene la notte / 3

Poi viene la notte che ti distrai un attimo. Fai una cosa bella, dimentichi il telefono, cala la tensione, bevi un po' di vino e mangi anche un'esagerazione di torta.
Una torta speciale per mille motivi.

Viene la notte in cui dimentichi te stessa e la tua testa piena di problemi e ti lasci un po' andare. Ti abbandoni un pochino e ti rilassi tra colpi di tosse e cose che vorresti urlare se solo avessi ancora la voce.
Massi', macchisenfrega!

In questa notte lunga, ti ci scappa di tornare indietro nel tempo.
E ti ritrovi a ridere delle scemenze come quando a scuola ti veniva la risarella stupida.
In men che non si dica sei dietro ad una macchina di una delle belle piazze di questa bella città a far tanta pipi perche' come le risate non la reggi piu e con te con una tua compagna di risarella.
E lei ride mentre si accovaccia come una bimba.
E tu ridi, ridi forte, mentre sei li' accovacciata come una bimba.
E pisciate, con l'innocenza di due bambine e la complicità d due marinai.

Ridi di tutto e su tutto e pensi che alla fine e' meglio pisciarci sopra a tutta l'amarezza che si portano dietro tutti questi giorni e tutti questi posti e tutti questi volti e tutti questi silenzi e tutte queste pose sparate e tutta questa gran boria e tutte queste delusioni.

Tu ci pisci sopra, e lo fai in compagnia, sotto il cielo aperto e accanto a un muro importante.

Un gesto irriverente e liberatorio, che ti provoca piacere e sollievo.

E finalmente, in questa notte in cui lo stomaco e' gonfio non solo di bocconi velenosi ingoiati a forza ma anche della torta migliore che tu abbia gustato in quest'ultimi tempi, senti che forse potresti anche riuscire a dormire un po'.

Ringrazi chi a vario titolo e in maniere differenti ti ha guardato, ringrazi chi ti ha sorriso e chi ti ha pensato. Te ne freghi di chi non ti pensa più e di chi ti ha abbandonato preso com'e' solo dal suo ventre.

Ora, puoi davvero spegnere la luce.
Buonanotte mondo.

domenica 6 maggio 2012

Poi viene la notte / 2

Poi viene la notte di Firenze, con la luna piena piu' bella di sempre, che nonostante le nuvole fa luce su luoghi meravigliosi, ma che tu vorresti cancellare per tutto ciò che ti ricordano, per quel che li' ti sei giocata, per quello che hai lasciato o forse buttato via o forse regalato male in quei luoghi.
E te la prendi con chi non ha colpa, poi te la prendi con te.

Ma calma. Ciò che e' stato e' stato e tu comunque hai fatto del tuo meglio, anche quando il tuo meglio era troppo poco, o peggio, inutile.

Adesso hai due occhi diversi, anzi quattro visto che si specchiano in un altro paio di occhi.

La luna così vicina che si potrebbe toccare, si veste di nuvole e si nasconde. E' comunque una luna bellissima e ti consiglia di fare altrettanto. Stare un po' coperta che ancora non e' tempo di svestirsi.

Soprattutto a Firenze. Soprattutto stanotte, che ogni tanto si leva un po' di tramontana.
Ti guardi attorno mentre hai sete e fame.
Ci sono luoghi dove ancora, nonostante l'ora, qualcosa si può vedere di metter sotto i denti.

E mentre bevi l'ultimo caffè che ti portera' fin l'alba, ti fermi, scrivi queste tre righe e pensi che anche qui, di qua e di la' dall'Arno, e' passata un bel po' della tua vita.
Vita bella e vita meno bella, fatta di gioia intensa e di intenso dolore. Fatta di giornate faticose e di giornate normalissime, di incontri fantastici e di persone noiose. Di passione e solitudine. Di parcheggio che non si trova e di strade deserte. Di interni di auto e interni di hotel. Di grande teatro e di piccole bettole. Di gabinetti pubblici e di case chic e privatissime.

Vita fatta di tutto e di niente e comunque necessaria come questo caffè che ti bevi fuori da un locale affollato, appoggiata al muro col sottofondo di un qualunque tunz tunz tunz che vorrebbe sembrare musica.

E ti accorgi che sono chilometri, quelli fatti dalla tua anima, percorsi a piedi nudi.
E che sei fortunata ad avere tanti ricordi. Perché in qualche modo sei stata viva ed hai vissuto.

Un cane, senza collare e senza padrone, si e' fermato davanti a te e ti guarda. Non credi gradisca il tuo caffè. E di fatto non vuole niente. Giusto una carezza se la fa fare volentieri.
Pensi che in qualche modo ti somiglia. In un qualunque sabato notte tanto affollato, di gente, rumori e persone che ti aspettano, siete due essere soli. E come vi capite!
Soprattutto a Firenze, soprattutto stanotte. Soprattutto con quella luna enorme.

giovedì 3 maggio 2012

Poi viene la notte / 1

Poi viene la notte difficile, dove senti di dover ripercorrere montagne di questioni e di gesti e di fatti e di parole e di cose affrontate con superficialità, messe li', come una pila di giornali che prima o poi leggerai, tutta roba che ti ha annoiato, o peggio segnato e che ancora fa male. E infatti e' li' perché ancora fa male. Piena di polvere perché ancora fa male. Ingiallita perché ancora fa male.

Poi viene la notte che decidi di stare sola, evitando compagnie che non capirebbero. E vedi sguardi delusi. E ti dispiace.

Poi viene la notte che fai i conti con la durezza dei silenzi e dei dolori altrui. Delle chiusure altrui. Di certi abbracci che non ci saranno più.
E tutto tace come tace la notte. Questa notte, mentre altre notti erano piene di parole.

Poi viene la notte dove ti metti in discussione e ti flagelli sempre un po' più di quel 50 per cento che e' la tua parte e ti arrabbi con te stessa di essere ingiusta verso di te.

Poi viene la notte in cui ti senti perduta perché capisci di esser dentro a una guerra già perduta. Sei con le spalle al muro, incapace di farti vedere come sei.
Te ne accorgi ora, e ti ci sei messa da sola.
Da un bel po' chi hai nel cuore non ti crede piu' e solo adesso realizzi che non puoi farci niente. Non si fida più.
E tu, porcamiseria, sei proprio sempre stata tu.
Odi anche Kafka. Ti manca il respiro. Ti manca un pezzo della tua vita che hai trattato male.

E quella notte, quando sei sconfortata e pensi che neppure a forza piangere ce la farai ad arrivare al mattino, ti vengono in mente altre albe, di tanti colori diversi, albe bellissime, piene di quello che ti emozionava, che vedevi importante e che adesso diventa un tormento.

Hai scritto fiumi di parole inutili che ti sei spedita, perché e' la tua sola terapia.
E non c'è nessuno che risponde al telefono.

Poi la notte si fa femmina, e un paio di angeli sconosciuti ti fanno sentire che ce la puoi fare ad aspettare l'alba.
Un'alba rosa che vedrai benissimo, perché dopo tante lacrime avrai gli occhi ben puliti. Un'alba rosa che ti fara' sperare in un maggio come dovrebbe essere profumato di fiori, papaveri rossi e col sole.

Magari pieno di una luce che faccia luce. E che porti a te nuova pace, almeno un po' di pace.
Magari un po' più temperato di così, che si possa togliere il cappotto e si possano metter calze leggere o addirittura toglier le calze e metter le gambe al nudo. E metter la maglietta con le braccia scoperte.

E anche l'anima scoperta, magari nuda.