giovedì 26 maggio 2011

La tua assenza è un assedio. Le donne raccontano Piero Ciampi



Video-promo-delirio (realizzato con immagini molto amatoriali), dello spettacolo prodotto dalla compagnia "Usa&Getta Teatro" di Siena.
E' una questione strettamente personale.
ps: (mai più i pantaloni sotto un vestito attillato....)

mercoledì 25 maggio 2011

*** go on!

E' brutto e fa male quando qualcuno approfitta della tua fiducia e della tua buona fede.
Ma c'è il sole e allora chisseneimporta.
Non hai da pentirti di nulla. Tu. Anzi, ora sai  meglio con chi hai a che fare.
Go on!

Quando l'amore è prudenza che spegne (Chi tene 'o mare - Pino Daniele)

Lui era un bell'uomo e lo sapeva. Lei era una bella donna ma non lo sapeva.

Lui si meravigliava quando qualcuno non si girava per guardarlo.
Lei si meravigliava quando qualcuno si girava a guardarla.

Lui camminava sicuro, spalle dritte e aperte, sguardo fiero.
Lei camminava veloce, come a voler scappare da lì, spalle curve e occhi altrove.

Si conobbero perché i loro figli frequentavano la stessa scuola ed erano amici.
Ma non fu subito.
Lei, come tanti altri, lo aveva notato per la bellezza: un padre giovane, dal look alternativo, bello come il sole. Tanto fiero quanto distante dal mondo. O almeno così sembrava.
Lui l'aveva notata per il carisma: piena di vitalità, sempre di fretta. La salutava ogni volta. Si sedeva accanto a Lei. Sorrideva e non diceva niente.

Fu Lei che un giorno prese l'iniziativa. "Sei il padre di ...?"
Iniziarono a parlare e sembrò interessante. Tante le cose da dirsi. Erano così diversi...
Lei scoprì con non poca sorpresa che Lui non era così altero come sembrava.
Lui confessò di averla sempre guardata con interesse perchè bella e intelligente.
Presero ad uscire insieme da genitori: accompagnavano i loro figli e intanto parlavano. Parlavano un sacco.
Poi uscirono anche da soli.
Con prudenza.
Lei era meravigliata che Lui così bello, fosse attratto da Lei.
Lui era meravigliato che Lei, così intelligente e affascinante, fosse attratta da Lui.
Lui fece scoprire a Lei che era bella. Lei fece scoprire a Lui che era simpatico.
Uscirono allo scoperto lasciando per un po' le loro maschere.
E poi appena provarono a scoprirsi davvero la prudenza diventò paura.


Alla fine Lui non era altero, era insicuro. Più insicuro di Lei, che era palesemente insicura.
Lui era un insicuro "arrogante". Lei era un'insicura "timida".
Ma sempre di insicuri si trattava.
E presto la fiducia vacillò sotto i colpi della loro prudenza.
Nessuno dei due riuscì a fare un passo avanti rispetto al proprio limite.
Si piacevano tanto ma restavano lì. Bloccati. Prudenti.
"Lui è troppo bello per me"
"Lei è troppo intelligente per me"
A furia di darsi prudentissime motivazioni del genere, fecero cadere un prudentissimo silenzio che spense il fuoco scoppiettante di quell'inizio estate.
E quando mesi dopo Lui l'aggredì di perché, Lei non seppe trovare risposte.
E non ci furono rimpianti del tipo "eh beh, chissà cosa poteva essere..."
Era chiaro che quel fuoco d'estate presto spento era tutto quello che ci sarebbe potuto essere.
Di fatto, nel loro esser tanto diversi, erano così uguali nelle loro insicurezze che invece di spingersi reciprocamente in volo, si lanciavano messaggi di prudenza.
No, non potevano proprio esser l'uno di aiuto per l'altro.

Nonostante il coraggio tardivo con cui Lui abbandonò il suo orgoglio e le voglie seduttive male espresse di Lei, quella volta fu proprio impossibile far tornare nuovo qualcosa che si era guastato.



martedì 24 maggio 2011

FuoriModaFuoriTempo / 7

Uomini e ego. Donne e ego.
Volevo scriverne, lo avevo annunciato.
Ma da quando mi son fermata a studiare tale materia, mi sono persa. Sono fuori tempo.
Già: sono tali e tante le rivelazioni di questi giorni che pare che il cosmo si sia ingegnato per offrirmi casi e spunti.
E allora chiedo tempo. Mi prendo tempo. Anche perché sbattere addosso all'ego monolitico di qualcuno non fa benissimo alla salute (di chi sbatte, ovvio) sebbene alla lunga, anche questo, non sia detto.
Alla lunga chi sbatte, incassa la botta, aspetta che il livido sbiadisca e poi va oltre.
Va oltre per forza e per amore (come si canta a Siena).
Chi si difende proteggendosi con il proprio ego monolitico a furia di rimbalzare gli altri, resta per forza solo.
Per forza, e non per amore.
L'amore, l'ego monolitico, lo ha per se stesso e mi sa che non sia esperienza che sia disposto a dividere e condividere. Ma non per cattiveria eh... per paura.
E dopo questa affermazione sono ancor più fuori moda.

lunedì 23 maggio 2011

*** colazione all'alba

Come le bottiglie di vino rosso dopo una festa. Vuote ma segnate.
Come le stelle quando il cielo è basso. Vicine ma silenziose.
Come l'onda del mare. Si gonfia, arriva, ti bagna le gambe e ti lascia per sempre appena un attimo dopo.
Come il giorno di festa. Malinconia da biasciare quando finisce.

Ma stavolta non ti chiedi perché. 
Questa vita è troppo corta per metter nei cassetti tempo da regalare con nastri e fiocchi d'oro a chi non sa di che farsene. Di te, del tuo tempo migliore. Delle tue parole. Dei tuoi sogni e dei tuoi bisogni.
E butta via, come fosse milionario, senza manco fare raccolta differenziata.

Massì: con tutti gli impegni che abbiamo, meglio dimenticarsene proprio del tempo.
Il tempo tanto, passa lo stesso, con le cose da fare e quelle da non fare.
Con quello che siamo capaci di dire e con quello che ci morirà in corpo.

Si. Meglio dimenticarsi.
Di se stessi, e talvolta anche di qualche altro.
Dimenticarsi delle parole (al vento).
Dei complimenti.
Delle lusinghe.
Delle promesse di chi tanto non mantiene.
Della superficialità che ti offende.
Delle brutte facce che ti giudicano.
Delle buone idee che all'improvviso son guaste.

Meglio farsi scivolare addosso quel che viene.
I sorrisi e le carezze.
Le calze nere e i giocattoli.
I morsi e le lacrime.
I segreti e i divieti.
Le colpe e le virtù.
L'innocenza e i vizi.
La lussuria e il candore.
La castità e la seduzione.
E e parole che pensavi piene di senso e che invece senso non ne hanno e ti fanno sbandare in un viaggio già meravigliosamente pieno di curve.

Meglio dimenticare ed evitare il battersi di petti e lo strapparsi di capelli.
Copioni già visti, buoni per i funamboli dei sentimenti; quelli che comprano odio e amore al discount, 3x2 come la carta igienica.

Che fatica sopportare tutto questo dolore ostentato per finalità diverse dal dolore!
Che noia tutto questo brutto spettacolo del nulla.
Che offesa questo nullo pregare un nessun-dio sordo e inesistente.

E tu che sai come non far dormire, sei una donna che non dorme mai.
Ma lasci dormire tutti.
Ci mancherebbe... rispetto lo chiamano.
Così domani saranno più riposati per il lavoro, le famiglie, le scappatelle, le merende, i proclami, gli inviti del mai, lo shopping, e il wellness.
Ma tu non ci sarai per nessuno.
Avrai da dormire e da sognare un nessundove meglio di questo posto qui. Già, questo posto qui, dove tutti son felici e tracimanti di gioia per una vita che non vivono se non a parole; tanta è la paura di sentire battere il cuore di gioia o di tristezza. tanta è la paura di scoprirsi generosi davvero o cattivi davvero.

Ma chissà che sogni fanno le anime candide della gente perbene.

Tu sei animale notturno e sai che tra poco la luce della luna lascia posto all'alba.
Da bravo vampiro ti chiuderai al buio. Almeno per un po'.

E poi è già domani: via per un altro giro di giostra.
Intanto sono già le 5.
La prima infornata di pane croccante, ha profumato l'aria. Ho anche la nutella.
Prendo e vado a mangiare.
Colazione all'alba, stamani!

lunedì 16 maggio 2011

Riflessioni 20 / quante?

Quanta gente ci sta in una città?
Quanta gente ci sta in un palazzo?
Quanta gente ci sta in una televisione?
Quanta gente ci sta in un cuore?
Quante persone ci stanno nel mio cuore?
*sospira e non sa rispondere*

(che bella novità la prossima carezza che verra')

sabato 14 maggio 2011

Perché? / 3

Domanda numero 1: perché mi manda in bestia chi non risponde alle domande (quelle facili, ovvio)?
Domanda numero 2: perché mi manda in bestia anche chi risponde a domande che non hai fatto?
(Terza domanda, diciamo, di riserva: sono molto intollerante?)