lunedì 26 settembre 2011

Confessioni di un'anima che pensando alla fine scopre l'inizio

Sono nata in una nuvola di borotalco e baci e coccole. Ero nutrita di latte e amore.
Era bello ricevere, alla fine quasi noioso.
Sono stata da sempre così al centro del mondo, che per me è stato naturale vivere pensando di essere il centro del mondo.
E così sono diventata naturalmente prepotente, arrogante, egocentrica, narcisa.
Se qualcuno non mi dava spontaneamente io mi meravigliavo e prendevo. Con una grande educazione formale, certo, ma con un'enorme violenza di fatto.

Sono cresciuta come una sanguisuga.
Ho spogliato corpi e derubato anime. Ho graffiato cuori e ucciso di indifferenza. Ho lasciato anime morire di stenti, di silenzi, di dolore.
Ho illuso e deluso per il puro piacere di farlo, perché ogni volta ero consapevole di accoltellare qualcuno.
Ho detto "no", anche quando ho detto "si", e ho detto "no" ogni volta che qualcuno mi ha chiesto qualcosa, così, per vedere fino a che punto arrivava il mio potere.
Ho imposto i miei bisogni e i miei desideri anteponendoli a tutto e tutti: prima ci sono sempre stata io.
Prendere o lasciare.
Sono fuggita ogni volta che mi si richiedesse un impegno; o meglio, ho finto di abbracciare un impegno qualche volta, però solo quando ero certa che potevo fuggire di lì quando volevo.
Ho seminato sofferenza gratuita, perché ogni volta che mi trovavo davanti a qualcuno migliore di me, lo manipolavo per poi distruggerlo e il tutto camuffandolo da amore.
Sì, amore.
Perché paradossalmente ho parlato solo d'amore, d'amicizia, di voler bene.
Ho chiamato amore il mio egoismo, la mia avidità, la mia aridità.
Non sono mai stata educata ai sentimenti: ho solo preso. Tanto sapevo che potevo sempre rifugiarmi nel profumo di quel borotalco e nel calore di quelle coccole.

Il bello è che ho scoperto che trattando male gli altri, calpestandoli con garbo e delicatezza ma senza alcuna pietà, torturandoli in maniera implacabile io non "mi perdevo niente e nessuno".
Erano sempre tutti lì. Sorridevano e mi abbracciavano quando volevo.
Sparivano se io decidevo che dovevano sparire.
Ho pensato di essere onnipotente.

Un giorno però ho avuto paura. Paura di morire.
Non sapevo cosa fosse. E ho scoperto che si può star male.
Ho pensato che prima o poi svanirà l'odore di borotalco e il tempo si porterà via la mano che mi ha nutrito di coccole. Non avrò più un nido "sicuro". Avrò delle vere responsabilità dalle quali non potrò esimermi.

Quel giorno ho scoperto di aver vissuto chiamando amore la mia paura di restare sola.
Ho detto ti voglio bene a mille e mille persone, ma non l'ho mai dimostrato a nessuno.
Mi hanno tutti sorriso perché miei "prigionieri" e non perché liberi di scegliermi.

Ho scoperto di essere sola.
Ho scoperto di non avere ricchezze e vestiti.
Ho scoperto di avere fame, di avere sete, di avere bisogno di tutto e di tutti e ho capito che non ci si sazia prendendo e pretendendo.
Ho scoperto di aver perduto molto e molti.
Ho visto il vuoto.
Ci sono caduta dentro.

Ho pensato fosse la fine, ho scoperto che poteva essere solo l'inizio.

Chi mi avvolse in una nuvola di borotalco e baci e coccole, chi mi nutrì di latte e amore, mi aveva messo ai piedi un paio di sandali blu con gli occhi e mi aveva insegnato ad andare da sola, perchè potessi guardare il mondo dagli occhi di quei sandali blu.
Io troppo presa a guardare me stessa, di avere le scarpe non me ne ero accorta.

Adesso mi volto indietro e quei sandali non mi vanno più.
Con umiltà me li lego al collo.
Penso: sarà difficile rifare la strada che non ho mai fatto e farla a piedi nudi. Sarà doloroso, tanto doloroso quanto è stato doloroso il mio incedere nel cammino dei miei compagni di viaggio.
Ma non c'è altro modo.
Devo diventare grande, fosse solo per la felicità di chi mi avvolse in una nuvola di borotalco e baci e coccole e chi mi nutrì di latte e amore.

Non serve chieder scusa. Serve di vivere chiedendo scusa.
Non serve dire ti voglio bene. Serve di vivere volendo bene.
Non serve amare. Serve di vivere amando.
Ora so che serve di vivere. Vivere una vita vera.

Nessun commento:

Posta un commento